L’osteoporosi è una patologia molto diffusa che interessa il metabolismo dell’osso e che comporta una riduzione quantitativa del tessuto osseo con un conseguente aumento della sua fragilità e quindi del rischio di frattura.
Si stima che nel mondo siano oltre 200 milioni le persone affette da osteoporosi: 1 donna su 3 e 1 uomo su 8. In Europa l’osteoporosi colpisce circa il 30% delle donne in post-menopausa.
 
Le tipologie più comuni di osteoporosi sono: l’osteoporosi post-menopausale e quella senile. La forma post-menopausale colpisce donne dai 50 ai 75 anni ed è causata dalla caduta dei livelli degli ormoni estrogeni dovuta al termine della attività delle ovaie. Gli estrogeni infatti durante il corso della vita, fra le altre funzioni, hanno anche quella di stimolare il mantenimento dello stato di salute dell’osso. Con la menopausa tale perdita di massa ossea è bruscamente incrementata rispetto alla perdita costante degli anni precedenti; ciò significa che a 60 anni la donna ha perso circa un terzo della sua massa ossea totale.
 
Oltre i 70-75 anni d’età l’osteoporosi è causata dal processo di invecchiamento dell’organismo, si definisce osteoporosi senile e può colpire i due sessi. Nell’uomo l’andamento della perdita ossea è diverso rispetto alla donna, in quanto l’impoverimento dei tessuti è più lento e i livelli pericolosi di osteoporosi si raggiungono molto più tardi che nella donna.
 
La malattia rimane asintomatica  nel tempo finchè il paziente non accusa una frattura accidentale o atraumatica. In generale la sintomatologia più frequente è dovuta ai crolli di uno o più corpi vertebrali e si manifesta con dolore in regione dorsale bassa o lombare alta. Il dolore può insorgere all’improvviso ed essere persistente, spesso può interessare anche i fianchi e l’addome, e acuirsi ai minimi movimenti come  ad esempio girarsi nel letto, o a volte respirando in maniera profonda.
 
Va quindi ricercata subito una diagnosi con l’esecuzione di un esame di densitometria ossea (preferibilmente con tecnica DEXA) e qualora positivo andrà suggerita dallo specialista una terapia adeguata al livello di fragilità ossea.
Per trattare l’osteoporosi è indispensabile un’ accurata valutazione clinica, tenendo sempre presente l’altissima percentuale di probabilità che sia avvenuta una frattura.
A questo punto nel sospetto clinico si ricorrerà ad uno studio diagnostico accurato: l’esame di prima scelta è la Risonanza magnetica, con apparecchi di ultima generazione e di elevata potenza, con speciali tecniche di esecuzione e valide interpretazioni diagnostiche, che permette di evidenziare una frattura recente, senza sottoporre il paziente a radiazioni inutili. Infatti il ricorso ad una radiografia tradizionale (“i raggi”) potrebbe sì evidenziare una frattura, ma potrebbe non svelare la sua datazione, quando sia avvenuta, potendo anche essere una vecchia frattura passata inosservata,  e non svelare le forme molto iniziali in cui l’alterazione della vertebra è praticamente assente.
 
Oltre alla diagnosi tempestiva, la prevenzione della patologia e l’eventuale trattamento necessitano dell’adozione di uno stile di vita corretto (esercizio fisico quotidiano, adeguata assunzione alimentare di calcio, non abuso di alcool e sigarette), e di terapie di provata efficacia, con una opera di informazione continua e costante nei confronti dei pazienti.