L'Italia è prima in Europa per obesità infantile. Il 32% dei bimbi italiani ha peso in eccesso. Il pericolo per il cuore è alto. Ecco perché bisogna cambiare subito lo stile di vita in famiglia. Ma non chiamatela dieta.

Il danno più grave che provoca non lo si vede nell'immagine riflessa nello specchio. Quando un bambino è obeso, il lato estetico – pur importante per la componente psicologica – è in assoluto l'ultimo fattore che deve indurre il genitore a cambiare lo stile di vita del proprio figlio. Le conseguenze a breve termine del sovrappeso, saranno quelle a carico di ginocchia e piedi. Poi quelle ancor più gravi su cuore e apparato respiratorio. 

Da adulti, arteriosclerosi, diabete, patologie cardiovascolari saranno un rischio altissimo.

Ecco perché è fondamentale intervenire subito.

“È documentato che un'alimentazione ricca di grassi nei bambini è causa di disordini vascolari – spiega la dott. Chiara Comoglio, responsabile dell'U.O di Cardiochirurgia di Maria Pia Hospital di Torino, ospedale di GVM Care&Research -, l’obesità infantile, associata alla costituzione genetica dell’individuo, contribuisce all'insorgere di malattie cardiovascolari nell’adulto. Ma è importante anche sapere che se si ritorna ad un peso regolare nell’adolescenza il rischio cardiovascolare si riduce notevolmente fino a scomparire”.

I bambini obesi “hanno valori più alti della pressione del sangue - spiega ancora l'esperta - livelli maggiori di insulina plasmatica, coagulopatie, infiammazioni croniche e disturbi endoteliali. Oltre al cambiare stile di vita, sono consigliabili controlli periodici della glicemia, insulinemia, del profilo lipidico e della transaminasi, seguendo schemi previsti, sotto controllo medico”. Ma per la dottoressa Comoglio la cosa fondamentale “è non far sentire il bambino un malato, quindi, come sempre vale la regola del buon senso”.

Della stessa opinione il dott. Giuseppe Marzulli, responsabile della Nutrizione per Anthea Hospital, D'Amore Hospital e Villa Lucia Hospital di GVM Care&Research. “Bandite il termine dieta. I bambini non devono seguire una dieta ma devono essere indirizzati verso una educazione alimentare che non faccia vivere i pasti come un momento di privazione o di costrizione”. Frutta, verdura, proteine e carboidrati, ci deve essere tutto nei pasti dei bimbi. Come tutte le mamme sapranno è difficile, però, convincere i figli a mangiare frutta e verdura. “Sono cibi essenziali, da assumere in 5 porzioni al giorno – consiglia il dott. Marzulli – ne basteranno anche 100 grammi a porzione per la frutta e 150 per la verdura. Sfatiamo il mito della frutta vietata a pranzo, in questa quantità va bene. Il consiglio è di rendere gradevole l'aspetto di questi alimenti.

Per lo spuntino, ad esempio, si può dare alla frutta qualche forma divertente e accattivante agli occhi di un bambino. Per la verdura un'idea sarebbe quella di presentarla sotto forma di purè, il colore della barbabietola, dei peperoni, degli spinaci renderà allegro il piatto. Il bambino, ad esempio, potrà divertirsi a “dipingere” con queste creme colorate, con un cucchiaio, un bruschettone. Insomma è necessario far abituare le papille gustative a percepire nuovi sapori, farlo giocando può essere d'aiuto”.

Da un lato, dunque, occorre introdurre cibi sani, dall'altro limitare quelli che non lo sono affatto. Dolci, merendine, caramelle non sono da abolire del tutto, ma da controllare si. Il motivo è che più se ne mangiano e più si avvertirà la voglia di averne ancora. La spiegazione è di natura chimica: più zuccheri si assumeranno, più salirà la glicemia. La conseguenza sarà una risposta insulinica più marcata. Quando la glicemia scenderà, dopo poche ore, si avvertirà nuovamente la fame. Quindi è bene limitare il consumo dei dolci alla sola colazione. Finché possibile, inoltre, è preferibile preparare un dolce in casa; sarà più facile scegliere ingredienti sani ma permetterà anche in questo caso di coinvolgere i bambini nella preparazione.

Muoversi, poi, è assolutamente fondamentale. Piuttosto che decidere in autonomia sarebbe il caso di confrontarsi con uno specialista. Il bambino obeso, come visto, ha frequenza cardiaca più alta, consuma più ossigeno e ha già gli arti inferiori sovraccaricati. Ecco perché sarebbe il caso di calibrare l'attività sportiva con chi può sceglierla su misura. Da piccoli sarebbe meglio concepirla come un momento di gioco per poi passare ad attività di diverso tipo come nuoto, sci, marcia. L'importante, comunque, è scegliere uno sport che al bambino piaccia, solo così non lo vivrà come un obbligo ma come un momento di divertimento che, quindi, seguirà con costanza.

Ci sono, infine, abitudini che vanno modificate subito: ore e ore di tv, videogiochi, vita sedentaria sono assolutamente da bandire. È bene, invece, passeggiare a piedi o in bicicletta, anche con una andatura lenta, salire le scale a piedi piuttosto che prendere l'ascensore. Piccoli accorgimenti che, se diventano abitudine, possono cambiare in meglio la vita dell'intera famiglia, non solo del bambino.