Si chiama “vamping” ed è la (cattiva) abitudine di usare smartphone e tablet anche di notte. A discapito di cuore, occhi e psiche.

Per molti è quasi un rito prima di addormentarsi, per altri è diventato un gesto involontario. Controllare sms, mail, notifiche su Facebook, cinguettii su Twitter, per moltissimi italiani, è indispensabile anche di notte. Del resto, i sondaggi dell'inglese Ofcom lo hanno anche motivato: l'80% dei messaggiatori notturni lascia il telefono acceso perché funge da sveglia. La conseguenza, però, è che ci si addormenta a fatica distratti da continue sollecitazioni che arrivano da smartphone e tablet.

Il rischio più immediato, perdendo preziose ore di sonno, è quello di addormentarsi sul banco, sulla scrivania, sui mezzi pubblici. Ovunque arrivi improvviso il crollo delle energie. Ma, sebbene questo sia un problema di notevole importanza, non è purtroppo l'unico.
L'uso notturno della tecnologia può causare, infatti, problemi seri: alla vista, al cuore, alla psiche.

La luce così forte degli schermi, proiettata al buio, interferisce con il ritmo circadiano e con l'equilibrio del ritmo sonno-veglia, compromettendo la normale secrezione degli ormoni che regolano questo ciclo, la melatonina e il cortisolo.
Una luce così forte, inaspettata per l'organismo abituato in quelle ore al buio, possono scombussolare il ritmo biologico “convincendo” il nostro corpo che è mattino. Ciò determina la perdita del sonno e la conseguente mancanza di energie durante il giorno. Le sfumature blu tipiche dei tablet e dei telefoni moderni, inoltre, risultano più aggressive per la retina causando affaticamento, irritazione e fastidi alla vista.

Non trascurabile è l'effetto della vicinanza del cellulare in sé. Dormire con l'apparecchio vicino al letto può portare capogiri e mal di testa.

Un'altra possibile conseguenza, nei casi più gravi, è quella a carico del cuore. Il motivo è ben spiegato. L'insonnia, come dimostrato anche da studi pubblicati sullo “European Heart Journal” e sulla rivista “Sleep”, aumenta il rischio di andare incontro a ipertensione prima, a problemi cardiaci poi.

Un sonno breve si associa alla ipersecrezione di cortisolo e all'aumento della frequenza del battito cardiaco. Ciò causa problemi cardiovascolari.
E non è ancora tutto. Perché, sempre stando agli esiti degli studi inglesi, l'insonnia da tecnologia sarebbe anche responsabile dell'insorgenza di diabete di tipo2, di obesità, ansia e depressione.

Il fenomeno è talmente diffuso da aver meritato un nome preciso. Si chiama vamping – dalla caratteristica dei vampiri di aggirarsi di notte - e, sebbene lo si attribuisca sempre ai giovani e agli adolescenti, coinvolge anche uomini e donne adulti finiti nel turbine del controllo ossessivo delle mail, dei messaggi e delle chat.

È meglio perdere una notifica, un tweet o un sms che mettere a rischio la salute. Il consiglio, dunque, è quello di lasciare il cellulare in un'altra stanza, se proprio non lo si può spegnere. Questa prima sana abitudine accompagnata dal bandire la sera pasti pesanti, alcool, fumo e caffè permetterà di iniziare a godere dei benefici di una lunga e riposante dormita notturna.