La convinzione comune è che ai soggetti allergici non possa essere somministrato il vaccino antinfluenzale. È falso. Il nostro esperto ci aiuta a fare chiarezza.

La campagna vaccinale antinfluenzale, abitualmente chiusa in dicembre, quest'anno è ancora aperta. Medici di base e specialisti continuano giornalmente ad appellarsi affinché chi non l'ha ancora fatto, si vaccini. Allergici compresi.

Secondo gli esperti, l'inaspettata aggressività dell'influenza 2014/2015 è in parte dovuta alla scelta di molti italiani di non vaccinarsi, a causa della sospettata relazione tra diversi decessi e una determinata partita di vaccino. Circostanza smentita dal Ministero della Salute al termine di approfondite analisi ma che, ormai, aveva avuto come conseguenza il calo delle vaccinazioni.

10 casi di influenza ogni mille assistiti, 641.000 accertati solo nell'ultima settimana, 2.607.000 totali da quando è iniziata la diffusione. Questi i dati raccolti e diffusi da InfluNet, il sistema nazionale di sorveglianza epidemiologica e virologica dell'influenza, coordinato dal Ministero della Salute di concerto con l'Istituto Superiore di Sanità, con il Centro interuniversitario per la ricerca sull'Influenza, con gli Assessorati regionali alla Salute e con medici generici e pediatri.

Il picco influenzale è previsto per la prossima settimana. Secondo le stime del Ministero della Salute, il virus, sebbene stia già mettendo a dura prova le riserve immunitarie degli italiani, registrerà la massima diffusione nel nostro Paese, nella prima decade di febbraio.
Le regioni in cui si è registrato un più alto livello di diffusione del virus sono le Marche, l'Emilia-Romagna e la Provincia autonoma di Trento.
Il rischio è quello di complicanze soprattutto in bambini in età pediatrica e in soggetti anziani e già affetti da altre patologie. Il vaccino, dunque, è altamente consigliato nei soggetti più deboli e, malgrado la convinzione diffusa, anche negli allergici. “Sfatiamo una finta credenza – spiega il dott. Mauro Minelli, responsabile U.O. di Immunologia Clinica e Allergologia Anthea Hospital di Bari e responsabile Dipartimento 'Allergologia, Dietetica, Immunonutrizione' delle strutture GVM –, il vaccino non è somministrabile solo a chi ha una allergia comprovata alle proteine dell'uovo con manifestazioni anafilattiche”. Il motivo è che la produzione del vaccino antinfluenzale prevede la fase di propagazione del virus su uova embrionate di pollo. Questo può comportare, nei soggetti allergici alle uova, reazioni da ipersensibilità.
Ma per tutti gli altri “non vi sono grandi controindicazioni – spiega ancora il dott. Minelli – ma anzi è consigliato, ad esempio, nei bambini, nei soggetti adulti e anziani che soffrono di asma allergico perché questa patologia potrebbe essere complicata, in inverno, da possibili sovrapposizioni infettive”.

Lo stesso Ministero della Salute chiarisce quanto sin qui detto precisando, altresì, che l'unica limitazione riguarda i soggetti con precedenti reazioni anafilattiche legate alla sieroprofilassi.
L'ultimo consiglio per tutti e per chi soprattutto dovesse ancora nutrire timori è quello di rivolgersi al proprio allergologo di fiducia che, valutando i singoli casi, potrebbe anche consigliare l'assunzione di un antistaminico dalle 72 ore precedenti alla vaccinazione.