Conosciuti sin dai tempi antichi, i semi di albicocca sono una preziosa fonte di vitamina B17. Se assunti nella giusta dose aiutano nella prevenzione di alcune malattie. Attenzione, però, a non esagerare.

I più famosi sono quelli di zucca, di lino, di chia, di semi di girasole. Loro, invece, sono i meno conosciuti ma forse tra i più preziosi per l'organismo. Sono i semi di albicocca, apprezzati per le loro proprietà dalle antiche popolazioni del Pakistan, sono un vero e proprio concentrato di benefici per la salute. I più importanti fra essi sono quelli anticancro. “Contengono vitamina B17, nota anche come amigdalina o nitriloside – spiega il dott. Giuseppe Marzulli responsabile della Nutrizione in Clinica ed ambulatori nutrizionali di Anthea Hospital, Villa Lucia Hospital e Villa D'Amore Hospital di Gvm Care&Research - sostanza ritenuta in grado di inibire lo sviluppo dei tumori”.

Dunque i semi di albicocca sono un vero elisir di lunga vita? “Beh – continua l'esperto – la loro utilità per contrastare il cancro era già nota nell’antica Cina, oltre che in Medio Oriente. Sono, infatti, stati ritrovati dei documenti attribuiti all’imperatore Shen Nung e risalenti al I-II secolo A.C., nei quali erano state riportate delle ricette ottenute dall’estratto di semi di albicocca e ritenute un valido aiuto contro i tumori. Tali proprietà anticancro hanno ricevuto, in seguito, la conferma da parte della scienza moderna. Il loro segreto, come detto, consiste nel contenuto di vitamina B17; essa, in presenza di cellule malate, agirebbe sprigionando cianuro, in grado di distruggerle. Le cellule tumorali contengono, infatti, un particolare enzima, assente nelle cellule sane, che permette l’attivazione dell’azione anticancro della vitamina B17”.

Quest'ultima, oltretutto, è contenuta nei legumi come le fave e i piselli, nei loro germogli, nell’erba medica, nella lattuga, nelle rape ed in altri ortaggi e bacche.

Il dottor Ernst T. Krebs, autore della scoperta della vitamina B17 e delle sue proprietà ha indicato anche la quantità ideale di semi di albicocca da assumere quotidianamente, cioè 7 semi. Ma attenzione a non esagerare. Perché questi contengono anche cianuro. “È stato calcolato – spiega ancora il dott. Marzulli - che, per assumere una quantità di cianuro che possa risultare fatale, a seconda del peso dell’altezza, un individuo dovrebbe mangiare da 80 a 560 semi di albicocca al giorno. Si tratta, dunque, di quantità spropositate rispetto al consumo di semi di albicocca come integratori alimentari”.

I semi di albicocca andrebbero assunti insieme al frutto fresco o secco perché gli enzimi contenuti nel frutto stesso sono considerati come componenti del loro meccanismo d’azione. Esistono i semi di albicocca amari - ricavati dal frutto selvatico - e quelli dolci ottenuti dai frutti freschi e maturi che abitualmente consumiamo in estate. La comune dieta occidentale, povera di fibre vegetali e ricca di alimenti raffinati, fornisce soltanto 2 milligrammi di vitamina B17 al giorno. Assumere i semi di albicocca, quindi, potrebbe essere la soluzione ideale per incrementarne la quantità.