Da sempre la sua carenza è legata alla depressione, ma per uno studio americano le cose non starebbero così. La serotonina, comunque, svolge un ruolo importante nel nostro organismo.

Secondo lo studio condotto dai ricercatori del John D. Dingell VA Medical Center e della Wayne State University School of Medicine e pubblicato dalla rivista ACS Chemical Neuroscience, bassi livelli di serotonina non avrebbero alcun nesso con la depressione.
Una teoria che sconfesserebbe un assunto ormai storico.

Gli autori della ricerca, partendo dal dato che i farmaci antidepressivi capaci di innalzare i livelli di serotonina, non produrrebbero effetti positivi sulla totalità dei pazienti, hanno voluto approfondire il rapporto che lega il neurotrasmettitore alla malattia. Hanno, dunque, privato alcuni topi dell'enzima capace di sintetizzare serotonina. In nessuno di essi è stato notato alcun sintomo di depressione. L'unico elemento di distinzione con i topi con normale capacità di sintesi di serotonina, era una maggiore aggressività.
Questo studio fa il paio con quello della School of Medicine della University of Maryland secondo il quale la depressione è il risultato di una alterata capacità delle cellule cerebrali di comunicare tra loro.

La depressione

La depressione è purtroppo estremamente diffusa. L'Organizzazione Mondiale della Sanità ha stimato che nel 2020 sarà la malattia a più alto tasso di incidenza al mondo e, in generale, la seconda dopo le patologie cardiovascolari. È più diffusa nei paesi economicamente poco sviluppati e, in quelli ricchi, colpisce soprattutto le persone con gravi difficoltà economiche. Più della metà della patologie di natura psicologica viene avvertita all’età di 14 anni .

La serotonina

La serotonina da oltre quarant'anni è ritenuta fonte di benessere psicologico, tanto da essere conosciuta come l'ormone della felicità, del buonumore. Ma non è certo il suo unico aspetto positivo. Perché agisce sul sistema circolatorio stimolando il cuore e la muscolatura dei vasi, sui bronchioli respiratori, sull'attività dei muscoli lisci, sui ritmi sonno-veglia.
Motivo per il quale è sempre consigliato il consumo di alimenti che la contengono: cioccolato fondente, noci, ananas, kiwi, zucca, pomodori, prugne. O quelli ricchi di triptofano, precursore della serotonina: uova, latte, carne, salmone, alga spirulina, semi vari. Ma certamente non nella caffeina, considerato un soppressore del neurotrasmettitore.