Bastano un piccolo insuccesso o un normale contrattempo quotidiano per scatenare un senso di fame incontrollabile. Quando la psiche guida la gola il risultato sono chili in più e sensi di colpa. Con semplici escamotage puoi tenere a bada la tua fame nervosa.

La causa è psicologica, ma gli effetti sono fisici. La fame nervosa è il mezzo attraverso il quale si cerca di sfogare il proprio malessere ma costituisce anche la terza causa di sovrappeso in Italia. 

Si mangia senza aver fame, senza nemmeno badare a ciò che si ingerisce. L'importante è farlo, placare l'impulso del momento. Quando l'emergenza è passata, però, le conseguenze sono i chili che si accumulano e il senso di colpa.
Combattere la fame nervosa è molto più difficile che sedare quella fisiologica proprio perché dipende da cause psicologiche.
Bastano un problema sul lavoro, un litigio in famiglia, un piccolo insuccesso, un senso di insoddisfazione perché l'impulso di consolarsi con il cibo prenda il sopravvento.
Uscirne è possibile ma bisogna far leva su se stessi sia con immediati escamotage pratici che con autoanalisi più profonde.

Il primo passo è molto pratico: sgomberare la dispensa da cibi ipercalorici che, se assunti fuori controllo, minano la forma fisica. Ma naturalmente occorre fare provviste di cibi capaci di “ingannare” la gola. Da evitare, quindi, caffè, the, pizze, patatine, snack, caramelle, dolci ma tenere, invece, sempre a portata di mano, in frigorifero, verdura già tagliata e porzionata, come carote, cetrioli e finocchi, così da poter tamponare una crisi improvvisa di fame.

Gli spuntini possono essere a base di yogurt magro o frutta anche in macedonia. Se la voglia di dolce è irrefrenabile e non è possibile preparare in casa dei dolci sicuramente sani, allora meglio propendere per una fetta di pane integrale con marmellata piuttosto che per torte e merendine. Una soluzione sono anche una banana, mezzo bicchiere di latte o due quadratini di cioccolato fondente. Non sono solo buoni ma, essendo ricchi di triptofano, sono capaci di aumentare il livello di serotonina nel nostro organismo, la cui carenza contribuisce, come è noto, a diminuire il benessere psicologico. Non meno importante è l'indice glicemico. L'obiettivo è quello di evitare una eccessiva produzione di insulina che porterebbe ad un abbassamento della glicemia e al conseguente senso di fame. Quindi ai cereali raffinati preferire quelli integrali con basso indice glicemico, integrando ogni pasto con le proteine contenute in carne, pesce, uova.

Tenere, inoltre, sempre a portata di mano una bottiglietta d'acqua aromatizzata con limone, menta e cetrioli. Spesso la sete è scambiata per fame e spesso una bevuta può sedare un impulso incontrollabile.

La regola della corretta alimentazione è sempre la migliore: 5 pasti al giorno, per quanto possibile preparati in casa così da controllarne gli ingredienti. Spazio a frutta e verdura.
Qualsiasi cosa si decida di mangiare bisogna gustarla molto lentamente, più lungo sarà il tempo di assunzione maggiore sarà il senso di appagamento che ne deriverà.
Un aiuto in più potrebbe arrivare dal diario alimentare: annotare tutto quello che si mangia, quando lo si fa, lo stato d'animo avvertito in quel momento, può essere un valido aiuto per prendere coscienza del problema.
Se si ha tempo, una camminata veloce di una mezz'oretta non può che aiutare a scaricare le tensioni.