La depressione post partum è un disturbo molto più diffuso di quanto si pensi ma che si può superare.

Comincia tutto con un senso di tristezza immotivato al punto di arrivare a piangere senza un perché. Si diventa, poi, irritabili, ci si sente inadeguate e sopraffatte dagli impegni. Sono alcuni dei tratti tipici della depressione post partum, un disturbo che colpisce il 12% delle mamme: 46Mila donne ogni 576.659 nascite, secondo i dati Istat.

I sintomi tipici della depressione post partum, oltre a quelli già citati, sono la perdita d'interesse nei confronti di ciò che prima piaceva fare, la sensazione di valere poco, il senso di colpa nei confronti del proprio figlio al quale non si riesce a dare l'attenzione dovuta, di fallimento e di inutilità, l'incapacità di concentrarsi, di prendere decisioni e di pensare lucidamente, la mancanza di sonno e la perdita di appetito, la perenne apprensione nei confronti del bambino o, per contro, il totale disinteresse verso il piccolo.
Tutti sintomi che persistono nel lungo periodo e che permettono di distinguere la depressione vera e propria dalla sindrome, molto più comune e leggera, della malinconia detta “baby blues”, causata dal repentino cambiamento ormonale e che si avverte solo nei giorni immediatamente successivi al parto.

La depressione post partum si manifesta generalmente tra la sesta e la dodicesima settimana dalla nascita del figlio ed è stato definito dal Ministero un problema di salute pubblica perché riguarda non solo le mamme ma anche le famiglie che si trovano a dover affrontare una vera e propria emergenza. Si dovrà assistere il neonato ma anche la madre e si dovrà sopperire al rapporto tra i due che, come emerso nel 67% dei casi, viene compromesso.
La madre, infatti, non riuscirà più a relazionarsi con il piccolo, non potendo più vivere il normale rapporto che si instaura tra loro.
Le cause della depressione post partum sono di diversa natura e comprendono la diminuzione dei livelli di noradrenalina e serotonina nel nostro organismo, responsabili del calo umorale, la presenza in famiglia di parenti con precedenti depressivi o la tendenza personale a provare ansia, pessimismo, scarsa stima nelle proprie capacità.

Che fare, dunque?
Innanzitutto comprendere che si supera. Basta avere pazienza e rivolgersi ad un esperto, il supporto psicologico è fondamentale per imparare ad affrontare questo stato d'animo.
In più, il Ministero della Salute ha fornito alle mamme alcuni consigli da seguire per una maternità serena. Eccoli:

- Cerca qualcuno con cui parlare di come ti senti: confrontati con altre mamme, ti aiuterà a capire che non sei la sola a sperimentare certi sentimenti. Ti potrà aiutare a vedere la situazione da altre prospettive.
- Prenditi del tempo per stare con il tuo partner. Non concentrarti ossessivamente sul bambino; prima di avere un figlio eravate una coppia… continuate ad esserlo.
- Lascia che amici e parenti ti diano una mano nella gestione della casa e del neonato.
- Riduci le tue aspettative nei confronti delle pulizie di casa. Cerca piuttosto di dedicare il tempo libero che ti rimane per attività più piacevoli, come una chiacchierata con un’amica, un bagno caldo, una passeggiata.
- Se ti senti sola, stanca, frustrata, lascia il bambino a qualcuno di cui ti fidi e prenditi del tempo per te stessa. Non devi sentirsi in colpa per questo!
- Cerca di coinvolgere e incoraggiare il papà nella cura del bambino.
- Cerca di riposare il più possibile dormendo quando il bambino dorme.