La Cardiochirurgia rappresenta oggi l’ eccellenza italiana riconosciuta anche fuori dai confini nazionali. I cardiochirurghi italiani sono stati tra i primi ad applicare, in particolare, i principi della chirurgia mininvasiva: tra questi i professionisti che operano nella rete di GVM Care & Research, Gruppo italiano con strutture in Italia e in Europa con elevati standard di qualità e tecnologie avanzate.

Questo il focus tematico di una della due giorni di formazione organizzata da GVM e dedicata a 60 medici di famiglia del Comune di Roma. Un corso ECM (Educazione Continua in Medicina) di aggiornamento su “Cardiologia-Cardiochirurgia”, che si è tenuto a Castrocaro Terme, il 12 giugno 2015, sede anche della Clinica del Ben Essere al Grand Hotel Terme & SPA.
Circa il 15% degli italiani che si sottopongono ad interventi al cuore sono operati da noi”, ha esordito il vice presidente GVM Care & Research e Coordinatore della Cardiochirurgia di GVM, dottor Giuseppe Speziale, il quale ha aperto i lavori ed è intervenuto, nel corso della giornata, sulla “Chirurgia mininvasiva della mitrale”. Negli ospedali GVM si praticano interventi con accessi mininvasivi al cuore, che riducono degenza media (tempi di ricovero), convalescenza, con un notevole impatto sulla mortalità e forti vantaggi da un punto di vista estetico (cicatrici poco evidenti) nonché la possibilità di superare i vecchi e lunghi interventi, faticosi e più rischiosi per il paziente. “Conservare è meglio che sostituire – ha sottolineato Speziale - e farlo in maniera mininvasiva è meglio che in modo tradizionale. Come anche saperlo fare per tempo”.


La giornata è stata occasione per presentare GVM e, soprattutto, l’elevata e riconosciuta specializzazione dei medici cardiologi e cardiochirurghi che operano all’interno del Gruppo. Esperti che si occupano di interventi in modalità mininvasiva della valvola aortica, della aorta-coronarica, della mitrale, con una elevata expertise in fattori prognostici di rischio cardiovascolare e di riabilitazione del paziente cardiochirurgico.
In totale, dunque, sei panel tematici dedicati al “cuore” con medici cardiochirurghi GVM di fama nazionale e internazionale. Ad aprire la sessione con “Le indicazioni per la coronarografia” il dottor Stefano Tonioni, responsabile della Cardiologia di ICC - Istituto Clinico Cardiologico di Roma Casalpalocco e consulente di Villa Torri Hospital di Bologna, che ha evidenziato l’importanza dell’emodinamica per individuare precocemente una o più stenosi delle arterie. “Basterebbe una panangiografia per indirizzare il paziente verso l’angioplastica o la chirurgia coronarica e vascolare”. La possibilità di interventi combinati, ha sottolineato Tonioni, consente con efficienza e in tempi brevi, di trattare coronarie, carotide e femorali, con l’utilizzo dello “stent”, ovvero posizionando una piccola protesi vascolare a maglie metalliche larghe o strette.

Sull’approccio mininvasivo alla chirurgia della valvola aortica è intervenuto il dott. Mauro Del Giglio, cardiochirurgo di Clinica Privata Villalba e Villa Torri Hospital, entrambe a Bologna, e di Maria Cecilia Hospital di Cotignola (Ra). Minore invasività aumenta la tollerabilità del paziente, purché si ammetta, altresì, un’assistenza adeguata post operatoria del paziente. “Le pratiche mininvasive – ha precisato Del Giglio – ci permettono di operare anche pazienti con età di 80 anni ed anche oltre, riducendo il rischio di mortalità al 2-3%”.

Il dottor Fabio De Luca, cardiochirurgo vascolare di Maria Beatrice Hospital di Firenze, con un’esperienza ventennale di ricostruzione coronarica, ha esposto alcuni dei più interessanti casi clinici e i risultati eclatanti di intervento di by-pass aorto-coronarico, (attraverso la metodica di stereotomia) , su interventi (trattati con le due tecniche dette) eseguiti in modalità “off pump” e “on pump”. Nel primo caso, ha spiegato De Luca, si interviene senza l’utilizzo della macchina cuore-polmone, in cui la procedura è effettuata a cuore battente e l’area sulla quale si opera “viene immobilizzata attraverso un sistema di stabilizzazione tissutale, con il cuore in movimento”. La procedura “on pump” utilizza, invece, la macchina cuore-polmone, ovvero un sistema di sostituzione delle funzioni cardio-respiratorie, a cuore fermo.
A seguire il dottor Khalil Fattouch, responsabile di Cardiochirurgia di Maria Eleonora Hospital di Palermo, intervenuto sulla chirurgia ripartiva della valvola aortica che consente una riparazione della stessa fino ad una sua completa funzionalità, senza l’utilizzo di materiale protesico, e, al tempo stesso, con uno studio dettagliato e approfondito della anatomia della valvola e delle sue funzioni.
Il dottor Massimo Romano, esperto in riabilitazione cardiologica a ICC - Istituto Clinico Cardiologico, ha concluso i lavori della mattinata indicando, nel dettaglio qual è “il peso prognostico dei fattori di rischio cardiovascolare e l’importanza della riabilitazione del paziente cardochirurgico”.