Dieci milioni di italiani, ogni giorno, hanno fra le dita una sigaretta. Numeri talmente alti da aver indotto gli esperti a definire il tabagismo una vera e propria epidemia. Anche se permane il dato complessivo preoccupante - sono ancora tante le persone che non riescono a smettere di fumare e tra queste, gli uomini tra i 25 e i 34 anni, le donne tra i 20 e i 24 anni e i giovanissimi tra i 15 e i 24 anni - il dato positivo è riportato dall'Istat: dal 2003 ad oggi la percentuale di fumatori nel nostro Paese è scesa sotto il 20%, per la prima volta in assoluto. 

Combattere il tabagismo per l'Organizzazione Mondiale della Sanità è diventata una vera e propria sfida. Anche perché da esso derivano molte malattie: almeno 25 sono le malattie causate con molta probabilità dal tabacco. Tra queste broncopneumopatie croniche ostruttive, altre patologie polmonari croniche, neoplasie soprattutto polmonari, cardiopatie, vasculopatie. La vita media di un fumatore, evidenzia il Ministero della Salute, è generalmente di 14 anni più breve.

A subire le irreversibili conseguenze del tabagismo sono ogni anno circa 6 milioni di persone nel Mondo, 700 mila in Europa, 70-80mila circa in Italia. Non si tratta solo di adulti, perché il fumo passivo provoca gli effetti più tragici in 168mila bambini al mondo soprattutto a causa di infezioni respiratorie minori. 
In Italia è in vigore da 12 anni una legge che vieta il fumo nei luoghi chiusi pubblici e privati e che ha comportato una riduzione dei consumi di sigarette nel Paese. 
La strada fin qui percorsa ha evidenziato un altro risultato, messo in luce da diversi studi scientifici illustrati dal Ministero: tra il 2004 e gli anni successivi all’introduzione dei divieti si è registrata una diminuzione che va dal -4% al -13% dei ricoveri per infarto del miocardio tra le persone under 70. 
Ma, secondo i dati forniti dalla Global Youth Tobacco Survey (GYTS), il 38,2% degli studenti di scuola superiore secondaria, ha acquistato le sigarette nel distributore automatico e il 63,9% non ha ricevuto un rifiuto alla vendita dall’esercente per via dell’età come imposto dalla legge.

A breve, secondo quanto annunciato, dovrebbe entrare in vigore il divieto di fumare in auto se presenti minori o donne in stato di gravidanza e, dal 2020, sarà anche vietato accendere o arrotolare sigarette aromatizzate. 
Ma prima di ogni cosa è necessario comprendere la gravità degli effetti causati dal tabacco e convincersi che è essenziale smettere di fumare. 12 milioni di italiani hanno detto basta alle bionde, occorre che siano molti di più.