In prossimità delle feste natalizie le occasioni di bere vino potrebbero aumentare.  Ma quanto vino è consigliato bere senza eccedere? Di questo e di altre questioni legate all’amato alcolico abbiamo parlato con la dott.ssa Brigida Stagno, gastroenterologa e Responsabile del Centro per diagnosi e la terapia dell’obesità dell’Unità Operativa di Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva dell’Ospedale San Carlo di Nancy di Roma .

“Un bicchiere di vino rosso ogni tanto non fa male – spiega la dott.ssa Stagno – così come una coppa di spumante per brindare: l’importante è usare la moderazione.  Secondo dati recentissimi dell'Osservatorio Nazionale Alcol dell'Istituto Superiore di Sanità, quasi 8 milioni di persone il cui consumo di alcol è definito rischioso, soprattutto i giovani sotto i 25 anni e gli ultra sessantacinquenni. Tra gli anziani, sono circa il 40% degli uomini e il 10% delle donne il cui consumo giornaliero di alcol supera un’ Unità alcolica (circa 12 grammi di etanolo, contenuti in un bicchiere piccolo di vino a media gradazione, in una lattina di birra da 33 centilitri e in un bicchierino di liquore)”.

Sulla scelta poi del tipo di vino da bere, la dott.ssa Stagno fa un distinguo tra vino rosso e vini bianchi e rosati: “Questi ultimi sono piacevoli al palato – spiega - si bevono freddi, a volte hanno anche le bollicine, ma non possiedono le stesse proprietà dei rossi. Questi ultimi, infatti, a differenza degli altri, contengono una quantità molto superiore di polifenoli, tra cui il resveratrolo, sostanze antiossidanti che, a piccole dosi, prevengono le patologie cardiovascolari e non solo".  
Non ci sono prove scientifiche sicure di un effetto benefico sulla digestione, mentre è certo il suo ruolo vasodilatatore e antiossidante, che ne fa, a dosi moderate, un mezzo di prevenzione delle patologie cardiovascolari, infettive, urinarie e osteoarticolari.

Oggi l'attenzione è rivolta anche ai solfiti, sostanze chimiche impiegate comunemente nell’industria agroalimentare come conservanti e presenti anche nel vino e in maggior misura in quelli bianchi.  Tra i suoi effetti collaterali,  potrebbero comparire affaticamento del fegato, mal di testa, reazioni allergiche, interazione con i farmaci cortisonici, nausea, vomito e irritazione della mucosa gastrica.

Le conclusioni? Un’assunzione da ridotta a moderata (fino a un bicchiere al giorno/15 grammi di alcol per le donne  e gli anziani e fino a due bicchieri/30 grammi di alcol per gli uomini), naturalmente in assenza di controindicazioni, come le patologie del fegato,  non desta particolari preoccupazioni. “L’abuso – conclude la dott.ssa – è al contrario pericoloso,  basti pensare che normalmente il fegato può metabolizzare circa 6-7  grammi di alcol in un’ora. In un bicchiere di vino ce ne sono 12”.