Dietro al mal di stomaco e ai problemi di digestione si possono nascondere disturbi come la gastrite, il reflusso gastroesofageo e l’ulcera. Come scoprirli e curarli
 
Chi soffre di gastrite, reflusso gastroesofageo e ulcera sa che la primavera è uno dei periodi più difficili dell’anno. Col cambio di stagione infatti il mal di stomaco può farsi più insistente.
 
Chiediamo al Dottor Vincenzi – medico endoscopista del servizio di Gastroenterologia di San Pier Damiano Hospital di Faenza – perché il mal di stomaco “si risveglia” in questa stagione e quando è opportuno ricorrere a farmaci o ad approfondimenti come la gastroscopia.
 
Lo stomaco – ci spiega -  risente del cambio di stagione perché in primavera si rileva un aumento della secrezione acida che può dare sintomi come acidità, appunto, e bruciore. In realtà non c’è una motivazione scientifica che spieghi il perché di questo fenomeno. Potrebbe essere legato all’evoluzione dell’uomo che storicamente mangiava meno nelle stagioni invernali quando il cibo scarseggiava mentre in primavera con il nuovo raccolto si era portati a mangiare di più sollecitando quindi maggiormente lo stomaco.”
 
Gastrite, reflusso gastroesofageo ed ulcera sono dunque le patologie che possono acuirsi in questo periodo ma “il trattamento con i soli antiacidi – chiarisce il Dottor Vincenzi - è sintomatico ed è giustificato solo per i sintomi lievi e oltretutto è opportuno non abusarne.
Se il dolore non passa possono essere richiesti dei farmaci specifici oppure può diventare opportuno ricorrere ad approfondimenti come la gastroscopia ad esempio quando si hanno problemi di digestione soprattutto dopo i 45 anni, difficoltà a deglutire, in caso di anemia e dolore nella parte alta dello stomaco
.”
 
Ma che cos’è e come si svolge la gastroscopia?
E' un esame che consente lo studio dell’esofago, dello stomaco, del duodeno e delle relative patologie (gastrite, ulcera, neoplasie, ecc). L’esame dura pochi minuti e viene effettuato con il gastroscopio, un tubo flessibile di 8-9 millimetri di diametro che porta una telecamera alla sua estremità. Durante l’esame è possibile effettuare anche dei prelievi di campioni della mucosa che possono servire per la diagnosi di infezione da Helicobacter pylori, di tumori o celiachia. “L’indagine – specifica sempre il Dottor Vincenzi - può essere fatta sia in fase acuta, quando il paziente presenta i sintomi, sia come esame di controllo in caso di polipi o o altre patologie che possono aumentare il rischio di tumore gastrico. Si tratta di un approfondimento per il quale non è necessaria una preparazione specifica: è sufficiente il digiuno da almeno 8 ore prima dell’esame.
La profilassi antibiotica è indicata per i soggetti con patologie ad alto rischio come nei casi di protesi valvola cardiache, pregressa endocardite batterica, prolasso della valvola mitralica con reflusso. In genere non è dolorosa, ma può comunque provocare fastidio e per rendere l’esame più accettabile, si può utilizzare una sedazione cosciente o una sedazione profonda, quest’ultima con la presenza del medico anestesista. Normalmente comunque al termine della gastroscopia diagnostica è sufficiente qualche minuto di riposo dopodiché il paziente può tornare subito a casa e alle proprie attività quotidiane”.