L’ipertensione – l’aumento della pressione arteriosa oltre i limiti ritenuti nella norma - non è soltanto un rischio per il cuore, ma può essere correlata anche ad un pericolo di deterioramento cerebrale il quale, a sua volta, può rappresentare l’anticamera di malattie degenerative come morbo di Alzheimer, demenza vascolare e demenza senile. Non solo. L’ipertensione avrebbe un ruolo decisivo anche per il declino cognitivo del cervello. Ecco perché è un disturbo che dovrebbe essere sempre tenuto sotto controllo.
 
L’ipertensione si verifica quando il sangue scorre attraverso i vasi sanguigni con una forza eccessivamente intensa, al punto da poter causare problemi come attacchi di cuore, ictus o malattie renali. Sul cervello in particolare la pressione alta agisce in questo modo: causa la maggiore produzione di una determinata proteina dannosa (beta amiloide) che riesce a permeare la barriera ematoencefalica del cervello formando delle placche nei vasi sanguigni. Studi recenti hanno dimostrato in particolare come la pressione alta sia un fattore di rischio per lo sviluppo dell’Alzheimer, patologia di cui soffrono oltre 50 milioni di persone nel mondo e ogni anno ci sono 9,9 milioni di nuove diagnosi ogni anno.
 
In una ricerca pubblicata sulla rivista Circulation sono stati studiati 1674 pazienti di oltre 60 anni senza segni di demenza, ai quali è stato chiesto di misurarsi quotidianamente la pressione. I pazienti sono stati seguiti per 5 anni valutando non solo i livelli della pressione massima (sistolica) e minima (diastolica) durante la giornata, ma anche la variabilità della pressione tra giorno e giorno.
Al termine dei cinque anni 194 pazienti avevano sviluppato segni di demenza: 47 presentavano demenza vascolare, 134 morbo di Alzheimer. Ambedue i tipi di malattia aumentavano con l'aumento della variabilità della pressione sia sistolica che diastolica indipendentemente dai valori assoluti della pressione stessa.
 
Prendersi cura fin da subito della ipertensione, riducendo i fattori di rischio vascolare, permetterebbe una migliore prevenzione in generale e sarebbe un contributo prezioso per difendere il cervello e anche il cuore dalle possibili complicazioni di tale disturbo. A cominciare dalla dieta. E’ importante ad esempio controllare il colesterolo, il livello degli zuccheri nel sangue e perdere i chili di troppo. Adottare uno stile di vita corretto vuol dire anche tenersi in movimento, smettere di fumare, se si è fumatori, e sottoporsi a controlli medici.