L’endometriosi è una delle patologie ginecologiche a più alta prevalenza fra le donne: nei Paesi occidentali colpisce il 5-10 per cento della popolazione femminile in età riproduttiva; il picco di incidenza si colloca in età fertile, soprattutto tra i 25 e i 35 anni. In Italia ne soffrono 3 milioni di donne.
 
Che cos’è l’endometriosi? Questa patologia consiste nella presenza di tessuto endometrio-simile (cioè del tessuto che riveste l’interno dell’utero) al di fuori della cavità uterina, in sedi anomale, e principalmente sulle ovaie, sul peritoneo pelvico, vescica o anche sull’intestino. La forma di endomnetriosi più frequente è quella ovarica, con la formazione di cisti che possono avere dimensioni da pochi millimetri sino a 10 centimetri.
 
Malgrado sia una malattia molto studiata negli ultimi decenni, non sono ancora chiare le cause. L’origine della patologia viene spesso fatta ricondurre alla mestruazione, durante la quale il sangue refluisce dall’utero nella pelvi, attraverso le tube, conducendo all'impianto di cellule endometriali sul peritoneo e sugli organi pelvici. Tuttavia si prendono in considerazione anche altre ipotesi, come la predisposizione genetica allo sviluppo dell’endometriosi o un’alterazione del sistema immunitario, che permetta, in alcune donne, l’impianto di queste cellule e lo impedisca in altre.
 
Secondo gli ultimi dati dell’American endometriosi association, quasi il 40 per cento delle donne con endometriosi riferisce una comparsa dei primi sintomi ad un’età inferiore a 15 anni e oltre il 25 per cento ad un’età compresa tra 15 e 19 anni.
Le manifestazioni più frequenti sono rappresentate da dolore pelvico cronico, dolore durante i rapporti sessuali ed infertilità: molte donne scoprono di avere l’endometriosi quando hanno difficoltà ad avere figli.
 
La scarsa conoscenza della malattia fa sì che prima della diagnosi passino in media nove anni, durante i quali le pazienti si sottopongono a ecografie, visite specialistiche e accertamenti, a volte invasivi e costosi, per scoprire l’origine di quei forti dolori pelvici, soprattutto durante il ciclo mestruale. Una volta diagnosticata la malattia, occorre assumere farmaci per lunghi periodi o sottoporsi a interventi chirurgici.
 
Lo strumento che meglio di ogni altro permette di riscontrare l’endometriosi e di curarla è la laparoscopia. La laparoscopia è una tecnica chirurgica mininvasiva che prevede l’introduzione di una sonda collegata a una telecamera, nell’ombelico, attraverso la quale è possibile visualizzare gli organi pelvici, le sedi della patologia, e rimuovere cisti o focolai che sfuggono ad una normale ecografia transvaginale.