Il mal di schiena colpisce otto italiani su dieci. Insieme all’influenza e al mal di testa, è il motivo che spinge più spesso una persona a consultare un medico. È talmente diffuso nei paesi industrializzati che i problemi legati al mal funzionamento della colonna vertebrale sono la prima causa di assenza dal lavoro.
 
A soffrire di mal di schiena non sono, come si potrebbe pensare solo gli anziani, l’età più a rischio è tra i 35 e i 45 anni. La salute della schiena infatti, si decide già tra i 6 e i 12 anni, nel momento dello sviluppo e della crescita. In questo periodo la colonna vertebrale deve essere controllata almeno una volta l’anno dall’ortopedico per evitare deviazioni o per correggerle prima che peggiorino.
 
È lo stile di vita il responsabile dell’incremento del numero di persone sofferenti alla schiena. Solo nel 60 per cento dei casi il mal di schiena è provocato da patologie come scoliosi o si è verificata un’ernia del disco, per il restante 40 per cento il dolore dipende solo dagli errori di postura connessi alla vita sedentaria, alle ore passate al volante o davanti alla televisione e al pc, dai lavori di casa eseguiti in modo sbagliato o addirittura da attività sportive praticate in modo scorretto, come il golf, il tennis, il windsurf, lo sci o il sollevamento pesi che a causa delle frequenti torsioni e compressioni cui la schiena è sottoposta possono causare lombalgie, dorsalgie o cervicalgie.
 
Per gli adulti sono sufficienti piccoli accorgimenti. Alcune situazioni
quotidiane particolarmente a rischio se affrontate in maniera corretta consentono di prevenire i dolori della colonna, in special modo quelli che interessano il tratto cervicale e la zona lombare. Per lavorare al computer è consigliato stare vicino alla tastiera con gli avambracci a 90° con le braccia e appoggiati ai braccioli che devono essere leggermente più alti della scrivania. Lo schienale deve assecondare la naturale
curvatura della colonna e la sedia deve consentire la formazione di un angolo di 90° tra coscia e polpaccio. Lo schermo deve trovarsi all’altezza degli occhi ad una distanza compresa tra 45-70 cm.
 
Per guidare l’auto posizionare lo schienale con un angolo di circa 110°- 115°, sedersi e mantenere le normali curvature fisiologiche, appoggiare la colonna allo schienale, la nuca al poggiatesta, e se necessario, collocare un piccolo cuscino di supporto sul tratto lombare. L’inclinazione e la distanza del sedile rispetto ai pedali deve essere tale da formare un angolo di circa 120° tra la coscia e il polpaccio. L’angolo tra braccio e avambraccio è di circa 120°-130°. Per sollevare pesi: piegare le ginocchia, mantenere il busto eretto e il peso vicino all’addome.
 
Per lavorare in casa quando si lavora per più di 30 minuti al lavello o ai fornelli appoggiare un piede sullo sgabello basso e mantenere la schiena in
posizione eretta. Identica è la soluzione per stirare. Per fare i letti invece, piegare
sempre le gambe, mai la schiena. Per dormire: usare materassi e reti rigide, un solo cuscino di media altezza per il decubito supino, un cuscino più spesso per il decubito laterale per consentire alla testa e al collo di restare in linea con la colonna vertebrale.
Per alzarsi dal letto: spostarsi sul fianco, portare le gambe fuori dal letto e mettersi in posizione seduta con l’aiuto delle braccia.